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Il campo dei colchici

Editore: Joker Edizioni
Collana: I Girasoli
Edizione: 2009 (I edizione) 2015 (II edizione)
Pagine: 213
ISBN 9788875362416

Premio Speciale della Critica al “Premio Letterario Internazionale Montefiore 2015”

Seconda classifico al Concorso su web di “Creatività Letteraria 2014 Opera Uno”

Terzo classificato al “Premio Internazionale Trofeo Penna D’Autore”, indetto dall’Associazione Librai Italiani

Da alcune recensioni:

“Il libro narra la storia di Paolo ed Anna, lui un tipografo con la passione per la scrittura e il giornalismo e lei una donna affascinante e nello stesso tempo misteriosa, dagli occhi neri e dallo sguardo ipnotico, che nasconde un dramma, una storia personale al limite della follia. Dal loro incontro in un rifugio delle Dolomiti, nasce una storia, condotta sul filo del thrilling, che tiene avvinto il lettore fino al suo epilogo. I due “si cercano” in un gioco continuo di misteriose affinità elettive che attirano e di tratti della personalità che si respingono.  A mano a mano che la conoscenza dei due si fa più intensa, l’oscuro mistero che avvolge Anna precipita su entrambi i protagonisti con una progressione che coglie il lettore in modo quasi inatteso…” (Pierlugi Amietta)

“Una giovane donna vittima di violenza e un uomo alla ricerca di se stesso. Questi i personaggi principali del romanzo, ai quali si aggiungono i boschi, la natura, le tradizioni delle Dolomiti… Il romanzo mantiene un ritmo serrato condotto sul filo del thrilling, capace tuttavia di indugiare sulla descrizione, penetrando nell’emozione, nel battito del cuore con pagine d’intensità lirica …” (Luca Benassi – Noi Donne, mensile di politica, cultura e attualità fondato nel 1944).

“Una storia affascinante condotta sul filo del thrilling che testimonia come dietro a famiglie apparentemente normali possano celarsi drammi inconfessabili…” (News Spettacolo Lombardia)

“…Una storia che tiene avvinto il lettore fino al suo epilogo. Cosa è accaduto ad Anna? (Il Giornalaccio – Gioiello da scoprire).

“… Senza dubbio una scrittura piana, godibile, corretta che trasporta con notevole coinvolgimento sino alla conclusione della narrazione. Raramente oggi s’incontra un libro che si riesce a leggere fino alla fine senza annoiarsi … (Antonio Spagnuolo).

“… La Giovannelli recupera nella pagina l’espediente, non molto frequentato dalla narrativa italiana più recente, il dialogato hemingwajano che non solo velocizza gli eventi ma ne diviene modus operandi per allusioni e simbologie psicologiche. Queste, nello srotolarsi degli accadimenti si diradano o s’infittiscono con aperture verso il realismo, direi, spontaneo, in quanto suggerito o meglio spinto dalla realtà umana, di quel gioire o soffrire a volte posti a suggello della “fatica di vivere” a volte tenuti in riserbo per pudore dalla fiducia nella forza dei sentimenti di una confessione intima …. (E. Nastasi)

“… L’originalità di questo romanzo sta nel non proporre mai la dicotomia bucolica tra città crudele e campagna felice: il male di vivere è ovunque, sotto forma di violenza, estraneità, isolamento e nevrosi. La difesa, se c’è, può essere data soltanto dalla fiducia nella forza dei sentimenti. … I colchici svolgono in questo libro una funzione simbolica quasi analoga a quella di un altro fiore ben noto in letteratura: la ginestra. La vita non è una fiaba e l’amore realizzato fra i due protagonisti rappresenta, proprio come la solidarietà invocata da Leopardi, la possibilità di una sofferta “social catena”: un’alleanza matura e forte contro il male. (Alessandra Paganardi).

Per chi volesse approfondire l’argomento con la lettura completa degli articoli e delle interviste:  http://mariagabriellagiovannelli.it/il-campo-dei-colchici/

Promo alla pagina: https://youtu.be/w85sejVqZNg

UN REGALO PER TE

 

Accanto alle numerose iniziative ed agli eventi che coinvolgono il mondo della cultura in modo alternativo con l’utilizzo dei social o che invitano a leggere un romanzo, un libro di poesie, un testo teatrale ecc in maniera da colmare, almeno in parte, quel senso di isolamento e di forzata modifica delle nostre abitudini quotidiane, Pro(getto)scena Edition vuole contribuire offrendovi alcune letture gratuitamente.

Una piccola riflessione tra le tante

Ci troviamo in un momento in cui ci sentiamo tutti un po’ smarriti: abituati a correre, a non avere un minuto per sé, per coltivare le proprie passioni, ma nemmeno per gli altri, che spesso avrebbero bisogno di noi anche per pochi minuti al giorno. Non abbiamo più tempo per stare davvero insieme ai nostri figli, per aiutarli a crescere in un mondo che spesso li stritola. Ci siamo abituati ad un veloce: “Come è andata la scuola? Tutto bene? Ciao amore…”

Quando meno ce lo aspettavamo, è stata proprio la vita a imporci di fermarci, costringendoci a riflettere su molte cose: ad esempio su come ci credevamo forti! Un qualcosa più piccolo di un granello di sabbia, che l’uomo ha definito Corona Virus, ci ha fermato.

Forse è arrivato il momento di utilizzare questo periodo della nostra vita per cercare di capire chi siamo veramente al di là di quella “maschera” che ci siamo imposti e che ci porta ad essere come personaggi di un videogioco dove l’obiettivo è unicamente quello di correre, perché se ci si ferma un attimo, il gioco prevede che si perda e si cada senza potersi rialzare. Forse è arrivato il momento di tornare a leggere un libro nel silenzio della propria camera, di vedere un film insieme a chi ci sta accanto ogni giorno, a riscoprire la storia dell’arte… in una parola ad arricchirci per arricchire chi ci è accanto. La cultura non si è fermata, anzi ciascuno di noi, pur restando nelle proprie case, ora può veramente riavvicinarsi ai propri cari, alle proprie passioni, alla Cultura.

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