Alberti Claudio

Vincitore ex aequo “Sezione Drammaturgia (seconda fascia d’età)” per la IV edizione del Premio Ernesto Calindri” con il testo: “Alla fine del terzo atto“.

“Alla fine del terzo atto” di Pietro Dattola

Il testo “Alla fine del terzo atto” di Pietro Dattola, dal quale è stata tratta la pièce, ha vinto la IV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” per la Sezione Drammaturgia (seconda fascia d’età).

Classica sit-com con esiti dal sapore pirandelliano. “Abbastanza originale lo spunto per il soggetto che patisce un grave “peccato originale”, quello di identificare il recitare con il mentire”. (Pier Luigi Amietta).

Nel 2004 il testo è stato messo in scena per la regia di Maria Gabriella Giovannelli presso il Teatro Filodrammatici di Milano con Corrado Bega, Sabra del Mare, Marco Lugli, Marina Origgi, Paola Roscioli.

La messa in scena è stata realizzata con il contributo del Comune di Milano – Assessorato Sport e Giovani; con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano; con il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico per la Lombardia e con il Patrocinio della Provincia di Milano.

 La pièce è andata in scena successivamente nel 2005 presso il Teatro Ariberto di Milano sempre con la regia di Maria Gabriella Giovannelli con Federica Brivio, Camilla Cattaneo, Gaia Gulizia, Andrea Menin, Adamo Panessidi, Gigi Torinese

Scene e costumi a cura di: Emanuele Alfieri, Manuela Carboni, Francesca Cerbini, Cecilia Cosulich, Maria Barbara de Marco, Kyung Park (allievi del Dipartimento di Progettazione ed Arti Applicate – Istituto di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Mi Brera) con il coordinamento del Prof. Roberto Comotti e della dott.ssa Beatrice Laurora.

Ricerca musicale: Sonia Brioschi
Regia di Maria Gabriella Giovannelli
Aiuto alla regia: Anna Givone, Enrico Redaelli
Produzione:  Voci alla Ribalta

“L’originale spunto del soggetto che gioca abilmente sul filo dell’equivoco tra recitazione e menzogna; i dialoghi nei quali i caratteri sono ben delineati attraverso le rispettive battute, che rivelano una buona tecnica di sceneggiatura; la dominante di humor ed ironia che percorre l’intero lavoro, rendono il testo meritevole di vincere ex aequo la terza edizione del Premio Ernesto Calindri”.