
Vincitore pari merito della “Sezione Drammaturgia – Monologhi” per il “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “Il paese delle facce gonfie”.
Vincitore della XVII edizione “Sezione Drammaturgia” con il testo: “Whisky and vodka”.
DRAMMATURGIA
2023 Il testo “La creatura” è finalista al premio “Belli Corti” sezione corti.
2022 Il testo “Whisky and vodka” è finalista al premio Antonio Conti.
2022 Il testo “Il paese delle facce gonfie” è rappresentato da Kairos Italy Theatre al Tank Theatre di New York.
2022 Il testo “Italia”, pubblicato da “La mongolfiera editrice”, debutta presso Studio Novecento a Milano.
2021 Il testo “Il paese delle facce gonfie” debutta al festival Nature Urbane, prodotto da “La confraternita del Chianti”, regia di Marco di Stefano, con Stefano Panzeri.
2021 Il testo “Il primo giorno” è finalista al premio “Belli Corti” sezione monologhi.
2021 Debutta “Il viaggio” da “Il viaggio che non ho fatto” regia di Pietro Dattola, con Alessandra Aulicino e Flavia Germania De Lipsis.
2020 Il testo “Piccola storia di mele, giustizia e libertà” – debutta alla Piccola Accademia di Como, con Gianpietro Liga.
2019 Il testo “Lo sguardo di Polifemo” – pubblicato da “La Mongolfiera editrice” – debutta alla Piccola Accademia di Como, con Christian Gallucci e Stefania Lo Russo, regia di Marco M. Pernich.
2018 Il testo “Sono finito su facebook” si è classificato secondo al premio “Un bagaglio di idee”.
2017 Il testo “Il viaggio che non ho fatto” – pubblicato da “La Mongolfiera editrice” – è stato rappresentato da Kairos Italy Theatre al Cherry Lane Theatre di New York.
2017 Premio Mario Fratti con il testo “Il paese delle facce gonfie” – pubblicato da “La Mongolfiera editrice”
2017 Premio Tragos e segnalazione speciale Vincenzo di Lalla con il testo “Il paese delle facce gonfie”.
2016 Primo premio ex-equo al premio DCQ – Giuliano Gennaio con il testo “Il viaggio che non ho fatto”
2016 Il testo “Il paese delle facce gonfie” si è classificato secondo al premio “Un bagaglio di idee”.
2016 Il testo “Il viaggio che non ho fatto” è premiato per il miglior personaggio femminile al concorso “La riviera dei monologhi”.
2016 Debutta “Lo spazio vuoto” al teatro Don Guanella di Como con la regia di Gareth Somers, interpreti Antonio Brugnano e Roberto Scotto Pagliara.
2015 Il testo “Lo spazio vuoto” è premiato al Premio Aenaria.
2015 Il soggetto tratto dal testo “Lo spazio vuoto” è segnalato al Premio Rosselli.
2014 Il testo “La cravatta di Creonte” viene pubblicato sulla rivista “Perlascena”.
2014 Finalista al premio “Un bagaglio di idee” con il testo “Sarà un mondo”.
2013 Una riduzione di “Se bella vuoi apparire” viene letta nell’ambito della rassegna “Spacciatori di sogni”.
2012 Premiato all’ottava edizione del premio Fersen nella sezione monologhi, con il testo
“Temporary sciò”.
2010 Autore dello spettacolo “Se bella vuoi apparire”, interpretato da Carla Giovannone.
2008 Co-autore del testo “Il sole con l’ombrello” rappresentato dal Teatrogruppo Popolare.
2005 I rabdomanti hanno presentato in lettura scenica il testo “I bottoni di Arianna”.
2003 Il testo “Ho perso la mia coda” è stato premiato alla prima edizione del “Premio Fersen”.
2002 Lettura scenica del testo “Ho perso la mia coda”, durante la rassegna “Prove d’autore” dedicata alla nuova drammaturgia, a Torino.
2000 Lettura scenica del testo “Naufragio”, durante la rassegna “Prove d’autore” dedicata alla nuova drammaturgia, a Torino.
ATTIVITA’ TEATRALE
2017 Attore e regista di “Il paese delle facce gonfie”.
2012 Regia dello spettacolo “Temporary sciò”, interpretato da Carla Giovannone, che con questo spettacolo ha vinto il premio giovani “Vincenzo Cerami” come migliore attrice nel 2014.
2010 Regia dello spettacolo “Se bella vuoi apparire”, interpretato da Carla Giovannone.
2009 Attore nello spettacolo “La cuna del lago” con il Teatrogruppo Popolare.
2008 Attore nello spettacolo “Sarà un mondo”, narrazione sugli anni cinquanta.
2004 Vincitore ex-aequo del premio speciale Enea Ellero, insieme a Roberto Sampietro, con “Il sogno di Evelina” una narrazione teatrale sulla seconda guerra mondiale.
2003 Partecipazione come volontario allo spettacolo “L’oratorio dei possibilitari” di Peter Schuman e i “Bread & Puppet”.
2003 Finalista del premio “Anna Pancirolli”, con un progetto di messa in scena del testo “Ho perso la mia coda”.
2003 Attore nello spettacolo “Cammina cammina” per gli asili e le scuole primarie,con la compagnia “Retroscena”, per la regia di Pino Adduci.
2002 Attore nello spettacolo “il quarto re Mago” con la compagnia “Retroscena”, per la regia di Pino Adduci.
2001 Attore nello spettacolo “Naufragio” da lui scritto e messo in scena come saggio di lavoro finale dell’anno di laboratorio teatrale con il TCM (Teatro Città Murata).
1999 – 2000 Partecipazione agli eventi teatrali, organizzati dal TCM, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario di Alessandro Volta.
1995 – 2001 Autore e interprete di alcuni monologhi di teatro e cabaret.
1996 – 1997 Partecipazione a “Il Sarchiapone”, rassegna comica dedicata a Walter Chiari.
1995 – 1997 Attore in alcuni spettacoli organizzati dalla LILA (Lega Italiana per la Lotta all’Aids).
1994 Attore nello spettacolo “Pinocchio” rivolto agli asili e alle scuole elementari, con il “Teatro Arte Orizzonti Inclinati”.
CORTOMETRAGGI
2007 Partecipazione alla sceneggiatura del cortometraggio “Il tabacco fa male, fumiamoci il filtro”, realizzato dall’associazione culturale “Teatrame”.
RADIO
2013 Il brano “Gennaio 1951” è stato trasmesso nel corso della rassegna “Monologhi d’autore” da Radio Gwendalyn durante la quarta edizione del Gwenstival.
CORSI DI TEATRO FREQUENTATI
2002 – 2003 Laboratorio teatrale diretto da Pino Adduci.
1999 – 2002 Laboratorio triennale con il TCM (Teatro Città Murata) di Como, affrontando, tra i veri aspetti, la narrazione e la coralità. Insegnanti: Pino di Bello, Pino Adduci, Stefano Andreoli e Mauro Buttafava.
1992 – 1994 Laboratorio teatrale con la “Quillo Company”, particolare attenzione è stata dedicata all’improvvisazione e all’espressione corporea. Insegnanti: Ermanno Stea, Stefano Rabolini, Dario Tognocchi.
1991 – 1992 Laboratorio teatrale con Isac George.
SEMINARI FREQUENTATI
2015 Workshop condotto da Jane Wainwright.
2014 Workshop condotto da Kossi Efoui.
2012 Seminario condotto da Cesar Brie: “Pensare la scena”.
2011 Seminario sul personaggio con Arianna Scommegna.
2009 Seminario con il Living Theatre.
2009 Seminari sul mimo con Antonio Brugnano.
2008 Seminario sulla commedia dell’arte con Michele Monetta.
2005 Partecipazione ad un master di scrittura teatrale condotto da Cesare Lievi con introduzione di Vincenzo Cerami.
2005 Partecipazione a un seminario su spazio e relazioni con Gareth Somers e Jitka Charyparova.
2004 Partecipazione alla sessione breve dell’ISTA che si è tenuta a Siviglia.
2003 Partecipazione a un seminario di teatro danza con i “Pas de fleurs”
2003 Partecipazione a un seminario sull’energia nel corpo e nello spazio con Gareth Somers.
2003 Partecipazione alla sessione dell’università del teatro Eurasiano sul tema “il teatro come laboratorio”, tenuto a Scilla (RC).
2003 Partecipazione all’Atelier di nuove drammaturgie, tenuto alla “Corte Ospitale” di Rubiera, con Ascanio Celestini, Ismael Ivo, Franco Brambilla.
2002 Partecipazione all’“Odin week” a Holstebro in Danimarca.
2002 Partecipazione a un corso per clown terapisti curato da Ginevra Sanguigno presso l’associazione Veronica Sacchi.
2001 Seminario sulla narrazione con Lella Costa e Stefano Brugnolo.
2001 Seminario sull’immaginazione nella scrittura tenuto da Stefano Benni e Jacopo Fo.
2000 Partecipazione a seminari sulla clownerie e sulla maschera tenuti da Ginevra Sanguigno.
1998 Seminario sull’ironia nella scrittura tenuto da Stefano Benni e Jacopo Fo.
ALTRE INFORMAZIONI
Laureato in ingegneria, insegnante in una scuola secondaria superiore.
Tra i fondatori, nel 2004, dell’associazione culturale “Teatrame” che si è occupata, principalmente, di drammaturgia e teatro. Fa parte del Teatrogruppo Popolare di Como.
Buona conoscenza della lingua inglese approfondita presso la Hampstead School di Londra.
N.B. il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore all’epoca del ricevimento del premio.
Una narrazione dai toni leggeri. Un uomo racconta un disastro annunciato, un disastro ambientale che avrebbe potuto essere evitato se si fosse dato ascolto a chi aveva a cuore la salute della gente. È un uomo che avrebbe voluto tornare bambino, quando le nuvole gli passavano sopra la testa ed erano desideri che aspettavano di prendere forma. Il bambino ritorna nel linguaggio e nello sguardo ingenuo e dissacrante sugli avvenimenti.
La storia, i luoghi e i personaggi sono di fantasia, ma tornano alla mente i grandi disastri che hanno danneggiato salute e ambiente, a partire dalla nube tossica di Seveso, via via fino ai nostri giorni, a testimoniare che poco si è imparato negli anni.
“Per la capacità di parlare di un tema socialmente importante, quale quello dei disastri ambientali, usando tecniche di scrittura e immagini che rimandano anche al testo poetico e che contribuiscono a rendere meno cruda la realtà, immagini di nuvole bianche che solcano ogni giorno il cielo alla stessa ora, capaci di stimolare la fantasia di un bambino verso pensieri positivi, la Giuria ha ritenuto il testo: “Il Paese delle facce gonfie” vincitore, pari merito, della Sezione Drammaturgia – Monologhi e la “Segnalazione Speciale Vincenzo Giavelli” per la XIII edizione del “Concorso Tragos”.
Il testo è liberamente ispirato alle vicende di Patrice Lumumba, Primo Ministro, eletto democraticamente nella Repubblica Democratica del Congo. I fatti sono ambientati nella cella dove Patrice Lumumba è rinchiuso durante la sua ultima prigionia e nei luoghi evocati dai sogni e dai ricordi di Patrice. L’azione si svolge tra il dicembre 1960 e il gennaio 1961.
Un giornalista che condivide i gli ideali di Lumumba, vorrebbe pubblicare una sua intervista e aiutarlo a fuggire. Patrice temporeggia poiché la fuga proposta significherebbe uscire dalla legalità. I due ricordano eventi della vita di Lumumba, abituato a bere sia whisky che vodka per non essere allineato né con i russi né con gli americani, ma con la volontà di proporre una linea politica nuova, favorevole al popolo africano.
Assistiamo a come la forza di un sogno di libertà e di equità si possa infrangere contro poteri ed interessi economici, scuotendoli, come forse non è più accaduto da allora.
Di Lumumba non resterà che una statua a dissimulare le intenzioni e le responsabilità di chi l’ha voluto morto. Una statua che dalla sua posizione può vedere cosa accade oggi a più di sessant’anni dalla morte.