Brunetti Toni

Segnalazione speciale Tragos XVIII Edizione per la Sezione Drammaturgia – Teatro di Narrazione per il testo: “Il destino

Vive e risiede a Milano. Autore e regista, da molti anni si occupa di comunicazione. Founderdi Kubrik Communications, lavora in ambito televisivo, per le aziende e la pubblica impresa, ideando e realizzando progetti che spaziano dai documentari agli eventi, dalle campagne pubblicitarie alla comunicazione sociale, dalla brand identity al packaging dei programmi tv. La scrittura ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel lavoro. Progetti di comunicazione, sceneggiature e racconti, sono parte integrante della professione, l’elemento dal quale nasce tutto. Nel 2021 ha pubblicato per Planet Book, Cose Da Bambini, un romanzo di formazione a tinte noir che ha ottenuto recensioni lusinghiere e una menzione speciale al Concorso letterario Emanuele Ghidini. Nel 2023 ha pubblicato il romanzo thriller: Quello che sembra, per Eclissi, del gruppo La Vita Felice, finalista al concorso internazionale Ceresio in Giallo. Il testo teatrale Sotto la gonna, del 2024 è al, momento, finalista al concorso Teatro in cerca d’Autore.

 

N.B. il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore all’epoca del ricevimento del premio.

Cos’è il destino? Come si determina? Possiamo indirizzarlo oppure ne siamo in balia? Questi quesiti contrappongono Nina Merini, detenuta per l’omicidio del marito violento, ed Elena Bacher, psicologa e saggista, durante un incontro nella saletta colloqui del carcere nel quale Nina è reclusa. Secondo le rigide regole del penitenziario hanno un tempo limitato a disposizione, non posso toccarsi né passarsi nulla, sono sorvegliate da telecamere e dal secondino, che staziona fuori dalla porta.

Nina ha chiesto di incontrare la psicologa perché l’argomento del suo ultimo saggio – comportamenti disfunzionali e auto-penalizzanti che rovinano la vita delle persone – è al centro della sua tesi di laurea.

A Elena, però, basta poco per capire che Nina non sta scrivendo nessuna tesi né si sta laureando. Infastidita da quella bugia la psicologa vorrebbe andarsene ma la detenuta la prega con insistenza di restare. Ha mentito e si scusa, però vuole davvero parlare con lei degli argomenti del saggio. Arriva a chiederle di trattare l’incontro come una seduta con una paziente. Elena accetta per compassione ma non comprende lo scopo di quell’incontro.

Durante la conversazione Nina fa emergere il loro diverso approccio al destino: la detenuta lo ritiene un percorso ineluttabile, la psicologa pensa che sia il risultato delle scelte compiute. Ma Nina finisce anche per comparare le loro vite ed Elena ne è infastidita. Perché quel comportamento? Perché quell’incontro? In risposta ottiene una velata minaccia: solo alla fine del colloquio, Elena capirà e, quando lo farà, cambierà idea su tutto.

La psicologa sprofonda così in una lenta e progressiva presa di coscienza sulla reale natura dell’incontro e sui motivi che lo hanno causato. La rivelazione finale, un vero colpo di scena, ribalterà tutte le sue convinzioni e, quando il secondino entrerà per porre fine all’incontro, Elena sarà ormai cambiata per sempre.