Busato Nadia

Ha vinto la “Sezione Drammaturgia – Rielaborazioni 2021” alla XVI edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos con il testo: “Jules et Jim

Sono nata nel 1979 a Brescia. Mi sono laureata in lettere moderne con una tesi sul teatro contemporaneo con relatore il compianto prof. Umberto Artioli. Ho conseguito un master europeo in management e da oltre vent’anni mi occupo professionalmente di progettazione culturale, tra tradizione e innovazione. Giornalista dal 2008 (ODG Lombardia n.139793) ho scritto per il Grazia, Il Corriere della Sera, La Repubblica Velvet, Playboy Italia, RDD, per i quotidiani del gruppo Athesis e per MTV. Scrivo per il teatro, la televisione e il cinema.  

Come autrice ho esordito nel 2007 con Mondadori col romanzo “Se non ti piace dillo”. 

I miei ultimi romanzi “Non sarò mai la brava moglie di nessuno” [SEM, 2018] ispirato alla storia vera del suicidio più bello del mondo, e “Padania Blues” [SEM, 2020] sono tradotti con successo all’estero. Ho due figli, Viola Aurora e Leonardo. Vivo e lavoro a Brescia.

 

N.B. il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore all’epoca del ricevimento del premio.

Jules et Jim
Faites autre chose et faites-le à fond
Drammaturgia originale di Nadia Busato
ispirata al romanzo di H.P. Roché, ©1935, ed. Gallimard, Paris

 

«La vita e fatta di possibilità che si perdono, indipendente- mente dal fatto che vengano colte o no.»

Da Jules et Jim, Atto I, scena 1

Intere generazioni sono state segnate dalla storia d’amore tra il bohémien francese Jim e l’emancipata Kathe, moglie del suo migliore amico Jules, raccontata anche da Truffaut in un celebre lungometraggio datato 1962. Un amore travolgente, un rapporto complesso, oltre ogni schema, scandaloso e costantemente in cerca di equilibrio, che racchiude in sé l’inquietudine dell’Europa del ‘900 così simile al nostro tempo, in cui forte è la sensazione di essere su un piano inclinato verso la catastrofe. Oltre la storia dell’amicizia, ben al di là della cronaca degli amori dei protagonisti (per i quali la poligamia era una forma di rivoluzione), il testo riadatta il celebre romanzo di Henri Pierre Roché impastandolo con la biografia dei suoi protagonisti: Helen Grund, Franz e Stéphane Hessel. Immersi nel fervore artistico e letterario del primo novecento, i personaggi parlano parole rubate a poeti quali Henri Maria Rilke, Walt Whitman, Thomas Eliot, Johann W. Goethe, Longus e Heinrich von Kleist; ma pensano e si esprimo come fecero i pensatori scomodi quali Otto Weininger, Karl Kraust e Marchel Duchamp. Nel dipanarsi e nello scorrere della loro storia, il tempo si perde e il novecento ritorna ad essere oggi come ieri abitato dalla stessa aria di fermento e rivoluzione, le passioni degli uomini sono quelle di ognuno di noi e lo scandalo è ancora attuale: «Occorre ripartire da zero e riscoprire le regole: correndo dei rischi e pagando in contanti» (Atto II, scena 8).