Calandra Roberta

Vincitrice della “Sezione Drammaturgia” alla X edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “Anna Freud: Un insaziabile desiderio di vacanze”.

Laureata in Filosofia con 110 e lode presso “La Sapienza” di Roma. TV FICTION (Sceneggiatrice)

Progetti
Tra il 2003 e il 2004 scrive con Adele Dorothy Ciampa per varie produzioni le bibbie: Sorelle- Iron Communications (producer Marina de Luca). Lucrezia Borgia, Vigili Urbani, Un quartiere quasi perfetto- Francesca Cabrini- A&E Media (Gabriele Andreoli).Felice Volava- Barter (producer Tore Sansonetti).Sulina- Europromex (Sandra Infascelli), Corpo forestale.- Antoine Doinel (Davide Grassetti e Christian Uva)2005 Allegro, non troppo-sit-com per la Fourlab, destinata a Fox Life 2006 Scomody, sit com per la Sword production di R. De Laurentiis. 2010 Pilota di “Senza rete”- Leone Cinematografica.

Dialoghi
Dialoghista per la soap opera Sottocasa Videa per Rai e Incantesimo 9, Dpa, Rai.

Animazione
Vari progetti di Animazione, collabora la Sole Production, Graphisme, Iron. 2005 Laura’s star- Abrafaxe, per Mondo tv2008 ‘Misteri In codice’ per la Iron. Nel 2003 scrive i testi per 8 numeri del fumetto “3 Fate per amiche” per le Edizioni Teen.

Televisione (autrice)
2001 Collabora con RaiSat Gambero Rosso Channel come consulente editoriale. 2002-2004 Collabora con RaiEducational per ricerche e testi con “Mediamente”, “Enciclopedia dei diritti”, “Carta di credito formativo”. 2003 Lavora come consulente per “Dove osano le quaglie”, con Presta e Dose Rai3 tv. 2003 Autrice del format americano per “Starwood Preferred Guests Channel”. 2004-2005-2006-2007-2008 Autrice di Gap (Generazioni alla prova) Rai Educational. 2008-2009-2010- Collaborazione testi. Copionista per Italia allo specchio, Italia sul due –RaiDue.

Cinema
Presso il CSC scrive tra gli altri i corti: “Al buio”, “Pane e stelle”, “E’ un apostrofo rosa”, “La storia che segue” che partecipa alla sezione Aiace festival di Venezia ’97 e altri festival europei. 1995 vince il premio di qualità del Ministero dello Spettacolo con la sceneggiatura “Non con un bang”, film di interesse culturale nazionale girato da Mariano Lamberti, presente alla sezione “Nuovi Territori” della Mostra del cinema di Venezia nel 1999, al Soho Film festival di New York, 2010 e distribuito a Roma e a Milano.

2001 scrive la commedia “Quell’altra vita mia” con Marco Marzocca. 2002 scrive la commedia: “Franz e Virginia” con Mariano Lamberti, soggetto finalista al premio Medusa La Cometa 2004- Storie del nuovo millennio. 2003 story editor per la sceneggiatura “Il destino si chiama Clotilde”. 2004 con F. Magali è tra i vincitori del premio Cabiria per il corto “La fidanzata in lutto”, 2006-2007 Consulente per la Iron di diversi progetti cinema e tv. 2007 scrive per la Leading Pictures la sceneggiatura di commedia ‘Elles’ con Marina Polla De Luca. Tra le opere originali non prodotte: i soggetti La bambina drago, A mani nude, Il momento giusto, I guardiani della luna, Case, Il rifugio. Con F. Magali collabora al film a ‘Prove di volo per piccoli roditori’. Con M. Lamberti e R. Pechini il film “SecondLife-Cosa sai di me”, Bideri Communications. Le 8 fiabe buddiste del terzo millennio:”Ryunio la bambina drago”. Il romanzo illustrato “Come fosse ieri”.

Documentario
Nel 1996 con Mariano Lamberti idea e realizza il film-documentario: “Una storia di amore in quattro capitoli e mezzo”, prodotto dall’Imbarco per Citera, presentato in concorso al festival di Bellaria nel 1997 e
vincitore della sezione “Storia” del festival di S. Benedetto del Tronto. 2004 realizza il documentario “Carta In” per Rai Educational

Radio
Tra il 1987 e il 1991 lavora per RadioUno come Assistente ai programmi e Programmista Regista per le trasmissioni “Week-end” e “Cineteatro”. Tra il 1997 e il 1999 come Programmista per la trasmissione di RadioTre: “Lampi”, occupandosi di letteratura, teatro e tendenze giovanili. Tra il 2000 e il 2001 idea e realizza (scrive, dirige, interpreta) per RadioRaiInternational le serie umoristiche: “Duemila di questi giorni- dialoghi con le stelle”, “Claustrofobie” i sei monologhi “Vuoti a rendere” la sit-com radiofonica “Largo delle strettoie”. 2008 crea e realizza due episodi pilota per la serie “E’ permesso?”-sedute semiserie di psicoterapia radiofonica.

Teatro
2002- Scrive lo spettacolo “C’è posto per me?” Per “Cittadinanzattiva” per la manifestazione nazionale “Curati se ci riesci!”, presentato al convegno nazionale medici di famiglia 2003. 2008- Monologo ‘L’allegria dei ciliegi’ per lo spettacolo ‘Zona rimozione’ di Mariano Lamberti presso il Teatroinscatola. 2010- con il monologo “Anna Freud- un desiderio insaziabile di vacanze” vince il premio Tragos 2010.

Pubblicazioni

Nel 2006 pubblica il libro “Il cogito ferito di R.D.Laing”, per la Zephyro edizioni. Saggio su R.D.Laing e la scienza del soggetto nel pensiero scientifico del ‘900. Nel 2007 il suo racconto ‘Senzafine’ è pubblicato nella raccolta ‘Principesse da guardare’, Oscar Mondadori. Nel 2008 la sua sceneggiatura ‘Otto’ è pubblicata dalla Arduino Sacco edizioni. Nel 2008 il suo romanzo ‘Non come amiche, per le edizioni Aracne. Nel 2009 collabora con M. Lamberti collabora alla stesura dei film “Bandiera rosa” –pubblicato da Arduino Sacco – Nel 2010 il suo racconto ‘Bianco e nero’ è pubblicato nell’antologia di Letterabilia, Progetto Cultura

Insegnamento e counseling
Nel 2003 organizza seminari di sceneggiatura per le scuole con il Comune di Venezia finalizzati alla produzione di cortometraggi. Nel 2004 insegna sceneggiatura presso la Ati, Accademia della televisione Italiana. 2006 realizza il documentario “Tradizioni d’amore” come tirocinio di counseling arteterapeutico sugli anziani di Petrella Salto. Collabora alla realizzazione di un dvd interattivo di videoterapia con O.Rossi. Nel 2007 si diploma come Gestalt Art Counselor presso l’IGF di Roma. Collabora con la rivista “Nuove Artiterapie”. Collabora con l’associazione “Orma Fluens”, con particolare riferimento al convegno “Good practise 2010” che vede la presenza di ZYgmund Bauman.

Corsi e stage
1989: Corso di Sceneggiatura presso la Cooperativa Cinema Democratico con Pirro e Felisatti. 1990: Corso intensivo di sceneggiatura con Robert Mc Kee, presso l’International Forum. 1992: Centro Sperimentale di Cinematografia dove si diploma nel 1994 come Sceneggiatrice. 1995/96: Seminari intensivi di recitazione e lettura del testo con Beatrice Bracco. 1997: Stage di riqualificazione professionale organizzato da RaiCinemaFiction. 1998: Seminario con Geraldine Baron. 1999: Seminario con Arthur Penn organizzato dal Teatro di Roma. 2009. conferenza con Robert Landy su Drammaterapia- la Sapienza- Roma. 2009-2010 partecipa a tutti convegni organizzati dalla Sact per la serie Created by, e le conferenze del RomaFictionfest.

 

N.B. Il curriculum è stato pubblicato come inviato dall’autrice all’epoca del ricevimento del premio.

 

 

Il testo: “Anna Freud. Un irresistibile desideri di vacanze”, dal quale è stata tratta la mise en place, ha vinto la X edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” per la Sezione Drammaturgia.

Il testo affronta i non sempre facili rapporti tra la protagonista e il resto della sua famiglia. In questo percorso di ricostruzione emerge in particolare il difficile rapporto con il padre che ha profondamente segnato i momenti salienti della sua vita. Anna, ormai anziana, ricorda le tappe fondamentali del suo percorso di crescita umana, professionale ed affettiva.

La mise en place è andata in scena nel 2014 presso il Teatro Sala Fontana di Milano ed è stata preceduta da una tavola rotonda alla quale hanno preso parte il dott. Roberto Carnevali, Psicoanalista ASP (Associazione Italiana Psicologi); Direttore Centro Studi e Ricerche COIRAG (Confederazione di organizzazioni italiane per la ricerca analitica sui gruppi); il dott. Paolo Giovannelli, Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore Clinico Centro ESC-Internet Addiction, Milano; Docente all’Università degli Studi di Milano); la dott.ssa Marta Vigorelli, Psicologa, Psicoterapeuta della SIPP (Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica), Docente alla Facoltà di Psicologia dell’Università Statale di Milano.

Interpreti: Maria Gabriella Giovannelli e Marilena Verri
Musiche originali di Vincenzo Di Lalla
Tecnici luci suono: Teatro sala Fontana
Regia di: Maria Gabriella Giovannelli
Ufficio Stampa a cura del Teatro Sala Fontana
Produzione: Pro(getto)scena
di Roberta Calandra
con Maria Gabriella Giovannelli e Marilena Verri
Regia di Maria Gabriella Giovannelli

La lettura sarà accompagnata da una tavola rotonda con interventi di : dott. Roberto Carnevali, Psicologo Psicoterapeuta, Psicoanalista ASP (Associazione Studi Psicoanalitici); Direttore Centro Studi e Ricerche COIRAG (Confederazione di organizzazioni italiane per la ricerca analitica sui gruppi); dott. Paolo Giovannelli, Psichiatra Psicoterapeuta, Direttore Clinico Centro ESC-Internet Addiction, Milano; Docente all’Università degli Studi di Milano); dott.ssa Marta Vigorelli, Psicologa Psicoterapeuta della SIPP (Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica), Docente alla Facoltà di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano. Coordinamento di Marco Calindri.

 

Intervento di Marta Vigorelli
Serata spettacolo al Teatro SALA FONTANA
ANNAFREUD   Un desiderio insaziabile di vacanze
Introduzione  Marta Vigorelli

Parto in questa introduzione con due pensieri: il primo è che proprio ieri si celebrava l’anniversario dei 119 anni dalla sua nascita di Anna Freud a Vienna nel 1895, anno cui Freud aveva finito di scrivere l’interpretazione dei sogni che sarà pubblicato a fine secolo e che sarà il manifesto della “nuova scienza”.  E questo spettacolo non a caso è concomitante…Anna nome della protagonista del sogno di Irma.

E il secondo è il riandare a quando mi sono occupata di Anna Freud, scrivendone  con alcuni colleghi in un volume per i miei studenti dal titolo Modelli genetico-evolutivi in psicoanalisi dove evidenziavo – dopo aver presentato il modello dinamico genetico del padre Freud –  le grandi conquiste scientifiche di Anna Freud come pioniera della psicoanalisi infantile;

1-    Da un punto di vista del metodo: il fatto che nella sua ricerca rigorosa e innovativa abbia spostato l’asse dell’esplorazione  da un’ottica attenta solo gli aspetti del profondo l’Es e il mondo interno, al piano dell’”osservazione” diretta del bambino da cui trarre, inferire considerazioni che potessero portare a generalizzare nella teoria, non la clinica per dimostrare la teoria, ma il bambino reale in un setting di osservazione  per ricostruire una storia del paziente…e da qui la grande importanza data alla diagnosi, alla formulazione di un profilo diagnostico che comprendesse la molteplicità di fattori che posso influenzare il suo stato di normalità e/o di patologia del bambino, con grande rilievo dato all’ambiente esterno e alle relazioni di accudimento parentale. Anna Freud nei suoi studi tende a sottolineare soprattutto le differenze del bambino e specificità rispetto all’adulto, scontrandosi poi con la Klein su numerosi punti (b non consapevole di malattia o volontà di guarigione, no può elaborare la nevrosi di transfert, ha un transfert nei confronti dei genitori da coinvolgere e considerare nella cura..ecc..

2-    Anna si differenzia dal padre per l’idea stessa di sviluppo  in modo originale dall’idea freudiana di evoluzione lineare per stadi orale, anale, fallico, genitale  ecc. ma esprimendone anche le potenzialità euristiche “per lei il processo di crescita non segue una “linea diretta e progressiva” caratteristica della maturazione somatica, ma scaturisce da un incontro con molteplici  linee evolutive che devono fare i conti con le interazioni ambientali, ma anche con armonie e disarmonie prodotte dai movimenti progressivi e regressivi. Viene così scardinata la posizione riconducibile ad assunti meccanicisti e deterministici, secondo un modello embriologico complesso (esempio di linea evolutiva quella che va dalla completa dipendenza dalla m all’autonomia, esperienza sempre singolare, normalità e patologia sono concetti che devono essere sempre ridefiniti in rapporto alla storia del bambino e della sua famiglia. Concezione integrata della personalità, “personalità totale”

3-    Anna Freud pioniere della ricerca empirica: è stata anche la prima a tentare una standardizzazione e una raccolta dei dati clinici e anamnestici  dei bambini presi in carico dalla Hampstead Clinic –  di inquadramento  in quella monumentale opera di archivio e classificazione che è stato per 30 anni il famoso Indice Hampstead, l’importanza data all’intervento diagnostico e preventivo, al cosiddetto profilo memoria collettiva, report disponibili ai ricercatori per voci o per casi singoli. Finalizzato a stabilire gli outcome in trattamenti a breve e lungo termine attraverso studi longitudinali. Ricerca continuata da Sandler, Pter Fonagy e Target.  Anello di congiunzione tra clinica-ricerca empirica-teoria  e formazione

Ci chiediamo: da dove devira questo interesse profondo e questo talento clinico straordinario di Anna nel contatto e relazione con il bambino anche molto piccolo?

Anna è sempre in contatto con il suo sé bambina- ci dice un suo biografo Clifford York – risale dai tempi delle scuole, delle sue esperienze di educatrice, insegnante, al lavoro con Dorothy nella fondazione di asili per i bambini poveri di Vienna nel 1937 in collegamento con l’esperienza psicopedagogica di  Bernefield, Hoffer, Hermine von Hug Helmuth e Aichorn e dopo l’espatrio in esilio a Londra durante la guerra mondiale l’Hampstead War Nurseries per i bambini abbandonati, traumatizzati . Numerosi sono gli scritti: Bambini piccoli in tempo di guerra; Bambini senza famiglia ecc.

Esperienze dirette dettate da una particolare sensibilità psico-sociale e da uno generoso slancio di volontariato

Lettura recitata

Veniamo ora più direttamente a introdurre la lettura  di questo testo che ascolteremo, così come l’ha creato Roberta Calandra con la regia molto fedele di Maria Gabriella Giannelli: l’autrice ne ha poi fatto un romanzo dal titolo: “L’eredità  di Anna Freud” pubblicato nel 2013 dall’edizione Controluce, che presenta la protagonista della psicoanalisi infantile nella fase finale della sua vita, dopo molti lutti, la morte di Dorothy Burlington, del padre, la madre, i fratelli e nella  sua grande casa, mentre narra le vicissitudini esistenziali, in interazione con due personaggi femminili; ben documentato sul piano storico però con uno sguardo prevalentemente rivolto  all’intimità, alla fragilità, una “psicoanalisi al femminile” direbbe Silvia Vegetti Finzi, che pure ha scritto di lei o Simona Argentieri quando parla di “Anna Freud figlia”.

Riprendendo questo tema dell’eredità vorrei segnalare nell’evoluzione della vita di Anna Freud come figlia, due eventi significativi segnano la nascita: il fatto che giunga inaspettata, non desiderata da un padre che aveva preparato un nome maschile Whylem (lo stesso nome dell’amico Fliess) e da una madre stremata dalle precedenti 5 gravidanze non in grado di allattarla e quindi in affido a una tata e alla zia Minna. Eventi traumatici che giocheranno molto in prospettiva sia nel motivarla profondamente  ad occuparsi di bambini deprivati, emarginati, vittime di separazioni e della violenza bellica con un talento speciale ad entrare in contatto anche con i bimbi molto piccoli, ma che anche sollecitando aspetti di resilienza potentemente propulsivi sia per l’autonomia e l’amore per la libertà sia per  emergere in famiglia alla ricerca di uno spazio privilegiato che ben presto si conquista appassionandosi alla ricerca del padre.  Studio infaticabile. Cresce in conflitto con la sorella, la bella Sophie differenziandosi, e lasciando a lei la femminilità, in adolescenza è sofferente depressione, insonnia, idee ossessive che la portano a chiedere l’analisi al padre 1918-1922   e 1923-1924. “Erano molto pochi gli analisti e perché allora non scegliere il migliore?”

Entra nella società psicoanalitica di Vienna nel 1922  con una relazione autobiografica: “Fantasie di percosse e sogni ad occhi aperti

Grande vivida intelligenza curiosa già dall’adolescenza, l’ambito di studi è orientato all’educazione e all’insegnamento, recupero del predominio dell’io nella costruzione delle difese, il regalo al padre

1935 L’IO E I MECCANISMI DI DIFESA nuova visione delle difese non solo per fronteggiare pulsioni e forze dell’ES ma per proteggere l’individuo dall’angoscia in diretta relazione dalla realtà esterna, con funzione di adattamento. Nuove difese l’identificazione con l’aggressore, l’ascetismo, l’intellettualizzazione, la sublimazione.

Infine dalla biografia di Elisabeth Bruehl 2003 una citazione:

“Non credo che sarei un buon soggetto per una biografia perché nella mia vita c’è stata poca azione. Potete dire certamente di me, che ho passato la mia vita in mezzo ai bambini”

Vicissitudini dell’ Identificazione e differenziazione

Il padre la chiamava Antigone,  figlia compagna di Edipo metafora della nuova scienza,  designata da Sigmund Freud, ma quali e quante difficoltà e resistenze nella crescita per acquisire un’identità separata….

Dice Vegetti Finzi: “Non basta essere stata la preferita, e un’autorevole psicoanalista..quante difficoltà sue particolari, ma anche di ognuno di noi per identificarci con l’eredità dei padri divenendo ciò che già siamo al di là dei due poli di figli ribelli o rassegnati. Già Freud aveva espresso questo complesso lavoro di trasmissione e ne Un disturbo della memoria sull’Acropoli ci dice: “E’ come se l’essenziale del successo consistesse nel fare più strada del padre e che fosse proibito voler superare i padre

 

 

“Per la capacità di raccontare attraverso l’uso del monologo, la vita di Anna Freud sapendo evidenziarne i momenti salienti e la complessità dei rapporti con il padre. Per il linguaggio scorrevole e complessivamente pregnante, per la capacità di tenere un ritmo serrato nella narrazione, la Giuria, all’unanimità, ha decretato il testo: “Anna Freud. Un insaziabile desiderio di vacanze” meritevole di vincere la decima edizione di “Tragos”.