Mandelli Daniela

Ha vinto l’VIII edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” per la seconda fascia d’età con il testo: “I Mangiatori di luce”.

I mangiatori di luce” di Daniela Mandelli

Il testo: “I mangiatori di luce” dal quale è tratta la pièce ha vinto l’VIII edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” per la seconda fascia d’età.
Il testo è stato messa in scena nel 2007 per la regia di Maria Gabriella Giovannelli presso il Teatro  Filodrammatici di Milano con il contributo del Comune di Milano, Assessorato ai Giovani e al Tempo libero e con il Patrocinio di Regione Lombardia Cultura, Identità e Autonomie.

La trama
David, Bastian e Sebel sono tre amici, che durante una festa di compleanno, organizzata da una compagna di classe di David, all’interno di una fabbrica dismessa, si appartano in una stanza semibuia, situata nella parte più alta dell’edificio. Affascinati dai discorsi di David sulla “parte buona” e la “parte cattiva” di cui sono fatti gli esseri umani, i tre ragazzi fanno un patto: cambiare la loro esistenza e tramutarla in una vita costellata solo di azioni meritorie e cariche d’amore verso il prossimo.  Una sera, David, ritenendo che “la perfezione” dell’agire umano non potesse essere raggiunta fintanto che il corpo, unico ostacolo al suo raggiungimento, non “fosse stato buttato via”, si reca sulle rotaie di una stazione ferroviaria e si lascia investire da un convoglio in arrivo. Viene aperta un’inchiesta e i due amici Sebel e Bastian sono più volte interrogati come persone a conoscenza dei fatti. Dai racconti dei due giovani si deduce che le parole di David erano per Sebel una fonte di luce, a cui tendere nel buio della vita; mentre per Bastian, divenuto col tempo conscio che bene e male convivono sempre e comunque in ciascuno di noi, quelle parole racchiudevano pensieri dai quali fuggire.  E la fine della pièce, con un colpo di scena, convalida questa realtà.

Note di regia
La pièce è ambientata in un continuo alternarsi di cambi di scena, scanditi dall’avvicendarsi dei momenti salienti della storia che vede coinvolti tre giovani che devono rispondere a degli interrogatori all’interno dell’ufficio di un Giudice delle Indagini Preliminari. Attraverso i numerosi flashback vengono rivissuto i momenti più significativi dell’amicizia tra i tre ragazzi.
Una luce fredda ed un ambiente scarno sottolineano gli interrogatori, mentre separata da un velario si erge “la cattedrale”, come veniva chiamata la fabbrica dove erano soliti ritrovarsi i ragazzi. Luci calde, di taglio lasciano, ora in luce, ora in penombra, i corpi dei ragazzi, mentre una struttura verticale, fatta di elementi pieni e vuoti, permette di ricreare l’ambientazione del ricordo. Ogni scena è sottolineata da un accenno musicale, che vuole evidenziare i vari cambiamenti di stato d’animo dei personaggi.

Interpreti: Marco Bruto, Lorenzo Marangon, Blazenka Pane
Scene e costumi a cura di : Giada Abiendi e Michele Brunetti (allievi del Dipartimento di Progettazioni ed Arti Applicate dell’Accademia di Belle Arti di Brera) con il coordinamento del Prof. Roberto Comotti e della dott.ssa Beatrice Laurora
Ricerca musicale a cura di Sonia Brioschi
Regia di: Maria Gabriella Giovannelli
Produzione e Direzione Casting : Pro(getto)scena
Ufficio Stampa: Mediawatch Osservatorio Giornalistico