Schiavon Marco

Vincitore per la “Sezione Drammaturgia – Monologhi” alla XVII edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con: “Ci vuole Fegato”.

Nato a Treviso, Si è diplomato brillantemente in oboe presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV) sotto la guida del M° A. Pietrobon.

Ha frequentato i corsi internazionali di perfezionamento tenuti dal  M° D. Dini Ciacci a Follina (TV) e Belluno, dal M° H. Schellemberger a Fiesole e dal M° F.Leleux  a Petritoli ( AP).

 Nel 1999 ha conseguito con il M° H. Elhorst  il Diploma di Solista presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e in questa occasione ha eseguito e registrato il concerto per oboe di R. Strauss con l’Orchestra della Svizzera Italiana.

Dal 1996 al 1998 è stato Primo Oboe dell’Orchestra Giovanile Italiana ed ha collaborato, sempre in qualità di Primo Oboe con diverse orchestre: “Haydn” di Bolzano, Filarmonia Veneta di Treviso, Fenice di Venezia, Verdi di Milano, Orchestra Regionale Toscana, Orchestra Sinfonica di San Remo, Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, Orchestra Filarmonica della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Budapest Festival Orchestra, Muncher Kammer Orchester, Filarmonica della Scala e Orchestra del Teatro alla Scala ( presso cui è stato impegnato dal 2000 al 2004 ) suonando con  prestigiosi direttori come: G. Sinopoli, L. Berio, E. Krevine, F. Bruggen, P. Maag, J. Tate, K. Nagano, V. Gergiev, W. Sawallisch, M. Plasson, G. Bertini, S. Accardo, E. Imbal, G. Pretre, R. Muti, N. Mariner, R.F. de Burgos, D. Gatti , A. Lombard,  M. W. Chung. L. Mazel e V. Ashkenazy. 

Ha ottenuto il primo premio al concorso oboistico di Asti; è risultato vincitore del concorso di musica da camera” Rosetum” di Milano e del concorso oboistico di Petritoli (AP).

Si è inoltre classificato secondo al concorso europeo di Moncalieri (TO) e, in duo con la pianista Paola Vianello, è stato segnalato alle selezioni nazionali dell’A.R.A.M. grazie alle quali ha registrato per la Discoteca di Stato Italiana a Roma presso l’Accademia di San Luca.

 Svolge attività sia come solista che in formazioni da camera e nel 2004 ha vinto il concorso internazionale per Primo Oboe nell’Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, ruolo che attualmente ricopre.               

Ha pubblicato per la rivista online “Perlascena” un corto e la raccolta di poesie “I canti silenziosi degli aironi” per la casa editrice “Montedit” conseguendo il riconoscimento di miglior opera di ricerca poetico espressiva al Concorso Internazionale “Locanda del Doge”. Ha ottenuto il secondo premio al concorso letterario nazionale “Olympia Montegrotto Terme 2013” 

E’ stato letto un suo testo al reading di Fiuggi (Agosto 2013) organizzato da Fabrizio Caleffi.

Ha ricevuto un attestato di merito per alti valori culturali al Festival “Teatrando” con il monologo “Call center”.

Il suo corto teatrale “Il provino” è stato rappresentato al Teatro Antigone di Roma nella rassegna Nops (Dicembre 2013)

Ha vinto il concorso “Alexandriascriptorifestival” con il testo “Frammenti” e il premio “UNICOOP TIRRENO” con il monologo “La pressa” che è anche stato segnalato al concorso internazionale “Per voce sola” e pubblicato da Nerosubianco edizioni.

Ha partecipato alla rassegna “Teatro in provincia” organizzata dal Cendic dove è stato letto in diversi teatri italiani il suo testo “Il frutto” nel 2015 e “Videogame” nel 2017.

E’ risultato finalista: al concorso “I monologhi del frigorifero”, al Premio “Oltreparola” e al Premio per il teatro “Vittorio Veneto”. 

Ha ricevuto una Menzione d’Onore al Premio letterario nazionale “Teatro Aurelio”; si è classificato terzo al Concorso “Turi Scalia”. 

Ha vinto il primo premio al concorso “Martucci” città di Valenzano con la commedia “La clinica di Arlecchino” e il premio “Teatro Helios” al concorso “la Riviera dei monologhi” di Bordighera con il corto ”La panchina”

Nel 2016 è stato finalista al Premio “Lago Gerundo” e al concorso “Un bagaglio di idee”; si è inoltre aggiudicato il prestigioso “Premio Ipazia alla nuova drammaturgia contemporanea” con l’atto unico “STABAT MATER”

Nel 2017 ha vinto il Premio Noax/Novuacs con il testo ”La cura della sedia”

E’ stato finalista alla selezione “Va in scena lo scrittore” indetta dal FUIS, al premio SCENA&POESIA e al concorso ”Belli corti” organizzato dal Nuovo Teatro San Paolo a Roma dove è andato in scena il corto “Russa!” 

Nello stesso anno sono stati messi in scena due suoi spettacoli per le scuole (L’isola dei violoncelli e un adattamento da “Sogno di una notte di mezz’estate”)

Nel 2018 è nuovamente nella rosa dei finalisti al premio SCENA&POESIA, si è classificato terzo al concorso “Un bagaglio di idee” con “L’esatta indeterminazione dei numeri” ed ha ottenuto una segnalazione al Premio Letterario “La Clessidra” con “Frammenti”.

E’ stato segnalato alla XIV edizione del Premio Fersen con il dramma ”Whatsapp Edipo” ed è il vincitore della IV Edizione del Premio CENDIC Segesta con il testo “Il colore della forma”.

E’ andato in scena al Teatro sociale di Rovigo “L’archetto nella roccia” spettacolo musicale per le scuole.

Nel 2019 si è classificato terzo al Premio “Mara Chiarini”, ha ottenuto una Menzione d’Onore al concorso “Teatro in cerca d’autore” ed è risultato finalista alla rassegna Teatro in provincia, nonché segnalato alla XV edizione del Premio Fersen.

Nel 2020 il suo testo “Rifiuti” è stato musicato dal compositore Alberto Cara e rappresentato alla sala Piatti di Bergamo e il suo corto “Studio di registrazione” è stato trasmesso dalla Radio Svizzera RSI.

Nel 2021 e 2022 ha scritto i testi per due spettacoli con Lella Costa e uno con Cristina Chinaglia  realizzati dal Teatro sociale di Rovigo.

 

N.B. il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore all’epoca del ricevimento del premio.

Una donna sembra discutere animatamente con il suo compagno.
Ben presto si scopre che sta parlando non con una persona ma con il fegato che le è stato da poco trapiantato.
Il monologo procede tra ansie, ironia, rabbia, sogni deliranti, dialoghi immaginari tra gli organi del corpo, commozione e voglia di vivere.
Il tema del trapianto di organi è affrontato dal punto di vista di chi riceve in dono una parte di sé da un altro essere umano; un dono tragico, carico nello stesso tempo di dolore e speranza.