Nedjari Omar

Vincitore pari merito Sezione Drammaturgia (seconda fascia di età) per la V edizione del Premio Ernesto Calindri con il testo: “I servi“.

“I servi” di Omar Nedjari

Il testo “I servi” dal quale è tratta la pièce ha vinto pari merito la V edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” per la “Sezione Drammaturgia” (Seconda fascia d’età).
Un giallo condotto con abilità dove “il fatto” è preceduto da qualcosa che deve avvenire, dai contorni nebulosi che comporterà il tentativo di fuga da una possibile catastrofe, non ben precisata. In questo contesto vivono e agiscono “i servi”, cinque personaggi in attesa di lasciare la casa in cui vivono. Tra essi spicca il personaggio di Corrado, anello di congiunzione della sorte degli altri, un uomo malvagio, astuto e calcolatore. Il testo gioca abilmente sul filo dell’equivoco, fino al colpo di scena finale. (Dietro la notizia) Davide Falco.
Il testo è stato messo in scena nel 2005 con la regia di Maria Gabriella Giovannelli presso il Teatro Filodrammatici di Milano con il contributo di Regione Lombardia, Culture, Identità e Autonomie del Comune di Milano Assessorato Sport e Giovani; con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano; del Ministero dell’Istruzione, dell’Università, e della Ricerca – Ufficio Scolastico per la Lombardia e della Provincia di Milano.

Interpreti: Alessio Saro, Roberto De Sano, Lavinia Longhi, Stefania Monaco, Cristian Stelluti
Scene e costumi a cura di Stefania Barreca, Elena Colombo, Stefania Coretti, Gregorio Zurla (allievi del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate – Istituto di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera) con il coordinamento del Prof. Roberto Comotti e della dott.ssa Beatrice Laurora
Supervisione canora e ricerca musicale: Sonia Brioschi
Tecnici audio/luce, macchinisti: Teatro Filodrammatici
Regia di Maria Gabriella Giovannelli
Assistente alla regia: Roberto De Sano
Ufficio Stampa e consulenza casting: Studio Koyaanisquatsi
Produzione: Pro(getto)scena

 

Giallo condotto con abilità dove il fatto è preceduto dall’attesa di qualche cosa che deve avvenire dai contorni nebuloso e che comporterà una fuga da una possibile catastrofe non ben precisata dalla quale pochi si salveranno. La mancanza di una collocazione temporale e logistica individuabile è in simbiosi con il senso di attesa e di suspense. Lo spunto per il testo che gioca abilmente sul filo dell’equivoco, la buona delineazione dei personaggi che appare attraverso dialoghi ben condotti, la tecnica di costruzione del testo basata anche sul colpo di scena, rendono l’opera meritevole ex aequo del Premio Ernesto Calindri – V edizione”.