Raineri Giuseppe

Ha ottenuto la“Segnalazione Speciale Tragos 2021 per la Nuova Drammaturgia”alla XVI edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos con il testo: “Plissé”.

Sono nato a Bergamo nel 1959 e lì vivo da sempre, ma per sangue sono bergamasco solo a metà; l’altra, viene divisa in ugual misura tra Marche e Puglia. Sposato con tre figli, ho fatto studi ad orientamento scientifico dal liceo all’università dove mi sono iscritto alla Facoltà di Fisica senza però ultimare gli studi.
Lavoro ormai da molti anni nel settore informatico, in aree che si occupano di sviluppare sistemi informativi aziendali e quotidianamente viaggio tra la mia città e Milano.
Dopo una lunga, ricca e variegata esperienza di lettore durata circa mezzo secolo, si è fatto strada il desiderio di mettere per iscritto pensieri, fatti reali e di pura fantasia e dare vita a progetti narrativi abbozzati o rimasti incompleti per molto tempo.
Quando scrivo e pubblico, utilizzo lo pseudonimo di Giulio Irneari, per siglare una netta separazione tra i due aspetti che segnano la mia vita dal punto di vista professionale e personale ed in ricordo di un nonno che ho particolarmente amato e da cui credo di aver ereditato il profondo amore per la lettura.
Sono fermamente convinto che nel racconto, anche dove sembra che la fantasia prevalga sul vissuto reale, ci siano chiavi di lettura che aiutano a conoscere meglio persone e società di uomini.
All’interesse per la tecnologia in genere, si affiancano alla lettura l’interesse per la musica, per Bach soprattutto, per la scienza e la storia.
“Plissé” è il mio primo romanzo ed è stato pubblicato ad inizio 2016 dalla casa editrice Silele.
Dal 2017 è disponibile su Amazon in formato elettronico, per ora, un romanzo breve/racconto lungo dal titolo “La biblioteca delle memorie minime” pubblicato dalla casa editrice Lupi di Sulmona.
Un omaggio di fantasia ai libri, alle biblioteche che verrà ampliato a breve con una nuova edizione anche in formato cartaceo.
Ad aprile 2018 è stato pubblicato il mio secondo romanzo con tinte di giallo e di nero, con titolo “Il patto” dalla casa editrice Silele.
“La prima notte di quiete” e “Il collezionista” sono gli ultimi romanzi non ancora pubblicati. Saltuariamente mi dedico alla scrittura di racconti che spesso possono essere un preludio a romanzi affrontando tematiche ed aspetti particolari da sviluppare successivamente.
È il caso del racconto “Ritratto di donna alla finestra” che vuole essere un omaggio a Napoli, alla città ed alla sua gente.
A breve vedrà la luce la versione teatrale di “Plissè”.
L’ultimo testo teatrale che tratta la tematica dell’identità al femminile si intitola “Nessun gineceo si addice a quelle quattro. Canto muliebre per quattro voci ed un poeta”.
Recentemente mi sono avvicinato alla poesia come forma di espressione artistica di emozioni e idee, consapevole della complessità di comunicare con l’immediatezza e l’estrema sintesi del verso libero.

 

N.B. il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore all’epoca del ricevimento del premio.

La voce anonima di un attore affronta il tema della malattia di Alzheimer utilizzando la metafora di una gonna a pieghe, “plissettata”, ed estende alla musica di Bach l’analogia della complessità dovuta ai diversi punti di vista che possono originarsi dalla distanza che separa l’osservatore da ciò che vede.
Lo stesso vale per il concetto di verità.
Il dramma della malattia è privare chi ne è colpito della propria identità attraverso la cancellazione della memoria e della consapevolezza di sé e del mondo che lo circonda.
Per comunicare questo concetto ricorre ad immagini, considerazioni, simulazioni di dialoghi.
Tuttavia, in mezzo al dramma che questa malattia scatena in chi la subisce in prima persona o come parente o amico sopravvive la possibilità che le emozioni trovino spazio per esprimersi e rendere ospitale il deserto.