Tagliaferro Davis

Vincitore “Sezione Drammaturgia” alla XI edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “Il gioco”.

Si laurea nel 2006 alla facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, dopo aver approfondito all’estero per due anni il percorso di studio, vivendo a Lisbona e a Valenzia. È proprio a Lisbona che scoprirà il teatro, iniziando a muovere i suoi primi passi; segnato dalla scoperta, torna in Italia, si laurea in brevissimo tempo e lascia gli studi sociologici per dedicarsi completamente allo studio dell’arte scenica, iniziando a lavorare da subito come attore, regista e autore in diversi spettacoli allestiti nella capitale.
Nel frattempo si dedica a raccogliere i suoi scritti, completando la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Note d’oblio perdute” (finalista al “Premio letterario internazionale Jacqués Prévert 2009”), lavora alla commedia in IV atti dal titolo “Lo Stolto” (che dopo due anni di stesura si completa nel 2009) e scrive la pièce teatrale “Il cantico del lamento”, con il quale prima risulta finalista al “Premio Teatri riflessi” (organizzato dal Teatro Stabile di Catania), poi vince il “Festival Grafie Alonso Chisciano”, promosso e patrocinato dall’ “Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico”.
Inizia così il fermento di un intensa e attivissima produzione drammaturgica: nell’estate del 2009 inizia a scrivere un dramma in cinque scene dal titolo “Gli assenti”, a dicembre dello stesso anno scrive “La funivia” e in agosto 2010 (a seguito della richiesta di alcune personalità dell’ “Accademia Silvio D’amico”) redige “L’ultimo cantico”, dramma in sei scene nato dalla pièce vincitrice del Festival, che realizza a Roma in ottobre come autore, regista e attore.
Nel novembre dello stesso anno completa e chiude “Il programma”, atto unico ispirato al teatro dell’assurdo, che verrà scelto e pubblicato in apertura, ad inaugurare la rivista “PERLASCENA, non periodico per una drammaturgia dell’oggi”. Lo stesso testo verrà subito dopo notato da una compagnia triestina, che attualmente si sta occupando dell’allestimento; lo spettacolo debutterà nel prossimo gennaio 2014.
Nel maggio 2011 scrive “Il gioco”, composto da due atti e una scena finale. Quest’opera, seppur del tutto inedita, susciterà la curiosità del quotidiano “L’unità”, che gli dedicherà una coinvolgente e appassionata recensione per i suoi contenuti ed il suo stile innovativo; l’opera, viene inoltre premiata al “Piccolo Teatro di Milano” nel novembre 2013, per la vittoria del “Concorso Europeo di drammaturgia-Tragos”, e verrà pubblicata, oltre che sulla rivista “Sipario”, dalla casa editrice “Edizioni progetto cultura” nel 2014, in cui figureranno degli scritti di Giuseppe Manfridi e Maurizio Scaparro.
A novembre del 2011 scrive “Il tesoro di Manuch”, monologo a mò di fiaba, che lo vede come protagonista sempre nella formula attore-regista-drammaturgo. Lo spettacolo, dopo esser stato in scena in diversi teatri nella capitale, in aprile 2013 viene prodotto e ospitato dal “Teatro della Pergola di Firenze”.
Alle regie, a cui si dedica soprattutto per la messa in scena dei suoi testi, si somma l’esperienza al Teatro della Pergola, in cui, in occasione di un evento mondiale, dirige insieme a Gabriele Lavia, lo stesso Lavia e Umberto Orsini.
Come attore poi, ha studiato e lavorato in teatro con maestri come Eimuntas Nekrosius (con cui mette in scena al Teatro Olimpico di Vicenza “Lettere a Lucilio” di L.A.Seneca), César Briè, Gabriele Lavia, Massimiliano Civica ed altri, godendo di una formazione continua e variegata, e di numerosi spettacoli che spesso lo hanno coinvolto come protagonista. In cinema invece, debutta al “Festival del Cinema di Venezia” nel 2012 in “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu, pellicola che ha riscosso premi in ambito nazionale e internazionale.
Attualmente lavora alla scrittura di un nuovo testo teatrale dal titolo “Il gigante porco” e collabora come attore in diversi progetti di spettacolo con il Teatro della Pergola di Firenze.

N.B. Il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore all’epoca del ricevimento del premio.

 

“Per la capacità di costruzione dei due personaggi protagonisti della vicenda; per la dinamicità dell’azione e la realizzazione di dialoghi ben condotti attraverso un linguaggio scarno ed efficace, consono alle differenti situazioni che di volta in volta coinvolgono i due personaggi travolti in un perenne rimescolamento di sentimenti e reazioni emotive, la Giuria ha ritenuto il testo: ”Il gioco” meritevole di vincere l’XI edizione del “Concorso Tragos – Sezione Drammaturgia.”