Barboni Marco Tullio

Ha vinto la XIV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “… e lo chiamerai destino”.

Appartiene ad una famiglia di “cinematografari”. (Lo zio Leonida è stato Direttore della fotografia ed il padre Enzo prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher).
Frequentatore di set fin da bambino, molto spesso nelle vesti di comparsa.
Primo incarico ufficiale -e primi versamenti ENPALS(!)- in occasione di “Lo chiamavano Trinità” con la qualifica di secondo aiuto regista. Anni successivi impegnati negli studi universitari (Laurea in Scienze Politiche con tesi sull’istituto della censura), nella frequentazione di una serie di stage (Di regia, tenuti da Paul Gray e Ron Richard; di sceneggiatura, tenuto da Robert Mc Kee; di struttura e sviluppo del seriale TV, tenuto da Morton Zarkoff; di story analysis and rewriting structure, tenuto da Linda Seger) e nell’avvio della collaborazione con la soc. TOTA (ovverosia con il suddetto padre Enzo ormai più noto come E.B Clucher).

Dal 1981 comincia a firmare i soggetti e le sceneggiature che scrive, prima per la TOTA (seguendo in quei casi tutta la lavorazione, dall’ideazione al missaggio) poi anche per numerose altre produzioni. Dopo aver scritto una quarantina tra film ed episodi televisivi, il desiderio di affrontare tematiche diverse e di farlo in maniera totalmente libera, lo induce ad una incursione “free lance” nella regia. Avvalendosi della collaborazione di alcuni amici di straordinaria professionalità, come, ad esempio, Roberto Andreucci ed il maestro Franco Micalizzi, organizza, scrive e dirige i due cortometraggi che sono visibili in questo sito insieme con un videoclip musicale anch’esso diretto da lui.

N.B. I cenni biografici sono pubblicati come inviati dall’autore all’epoca del ricevimento del Premio. 

Conscio vs. Inconscio. Come due celebrati personaggi dello spettacolo. Del più celebrato degli spettacoli: quello della vita. Un faccia a faccia raccontato come mai prima. Un dialogo animato, sfrontato e rivelatore tra due entità cui è affidata la più grande delle responsabilità: quella di scegliere. Se parlare o tacere, amare od odiare, combattere o fuggire. Oscar e Felix – non a caso proprio i nomi dei personaggi de “La strana coppia” di Neil Simon- danno voce al Conscio e all’Inconscio di George Martini, scienziato newyorkese di fama internazionale. Si incontrano nell’unica occasione in cui ciò è potenzialmente possibile e cioè con il loro “padrone di casa” tenuto in vita dalle macchine dopo un piccante “incidente di percorso”. Differentemente l’Inconscio, che gestisce le funzioni vitali, non sarebbe mai stato in “libera uscita”. In questa circostanza unica ed irripetibile, Oscar “il Conscio” e Felix “l’Inconscio” si ritrovano invece faccia a faccia. Dapprima configgono, rimbalzandosi la responsabilità dell’accaduto ma poi, soprattutto su iniziativa di Oscar “il Conscio” che insiste per essere messo a parte di tutto ciò che ha condizionato la vita di George Martini senza che lui, Oscar, ne avesse consapevolezza, il botta e risposta, serrato e senza esclusione di colpi, decolla. L’esito della terapia intensiva sarà infine favorevole e prima Felix “l’Inconscio” eppoi Oscar “il Conscio” rientreranno nell’involucro di George Martini per continuare ad accompagnarlo nel suo percorso su questa dimensione. Ma intanto dall’incontro/scontro tra i nostri due interpreti è derivato il racconto di una vita, metafora di milioni di altre vite. Anche della nostra.

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