Mosè Manuela

Vincitrice ex-aequo alla XIV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos”per la tesi: “Per una scuola umana di teatro”.

Manuela Mosè, attrice e regista teatrale. Si diploma nel 2010 alla Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” di Milano, dove si forma con maestri di grande levatura artistica, come Danio Manfredini, Kuniaki ida, Carlo Boso, Maria Consagra e Maurizio Schimdt. Nel 2013 si laurea in Lingue e letterature dell’Europa e delle Americhe all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.
Nel 2013, con la Compagnia teatrale di Enzo Moscato, va in scena al Teatro Nuovo e al San Ferdinando di Napoli con “Napoli ’43”. Nel 2014 costituisce la Compagnia Asteron Arche Teatro (ex Compagnia degli Innamorati erranti) assieme a Mario Eleno e a Daniele Fedeli, con la quale partecipa al Fringe Festival di Roma. In quell’occasione la Compagnia vince il Premio Giovane Talento e riceve due nomination al miglior attore protagonista e al Premio Special off.
Nella stagione 2015/16 va in scena con “Canto d’un poeta che se ne muore”, atto teatrale scritto e diretto da Mario Eleno che risulta tra i migliori spettacoli in programma nei cartelloni di Napoli. Lavora come attrice per diverse produzioni del Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli, tra le quali “P_ossesione Otello” diretto da Laura Angiulli nel 2016.
Nel 2017 idea e crea il ciclo di concerti su “Leopardi Igneus” nell’Atelier d’Arte Elena Lomuscio di Montecelio in provincia di Roma. Nel 2018/19 realizza il progetto “Teatro Porto Aperto” in spazi artistici alternativi tra Napoli, Genova, Roma e Perugia
 

Le note biografiche vengono riportate come inviate dall’autore.

Per una scuola umana di teatro è una tesi che analizza l’aspetto fondamentale della formazione attoriale così come l’aveva teorizzata e concepita Giorgio Strehler.
Strehler creò nel 1951, insieme a Paolo Grassi, la prima Scuola di Teatro non nazionale: la Scuola del Piccolo Teatro di Milano. L’intento della mia tesi è stato quello di ricercare nei suoi scritti, negli appunti e nelle interviste, le parole sparse con cui ha formulato la sua idea di Scuola di Teatro.
Per una scuola umana di teatro s’ispira al senso pedagogico che Strehler attribuisce al Teatro e prende spunto dal discorso morale, etico, sociale che ha sempre contraddistinto il suo «Teatro umano».
Strehler ribadisce numerose volte che un attore deve formarsi prima di tutto come uomo, eticamente e poi artisticamente in una Scuola che sia anche un Teatro: un luogo sacro dove ogni giorno, con fatica e dedizione, poter mettere in gioco energie e forze con l’obiettivo di scoprire e alimentare la propria vocazione teatrale.
Nei capitoli della tesi si racconta la genesi del Piccolo Teatro e della prima Scuola; si descrive lo spettacolo Elvira o la passione teatrale, che io considero come una sorta di “manifesto artistico” della pedagogia di Strehler, una testimonianza visiva di quelle che potevano essere le sue lezioni di teatro basate a sua volta sulle lezioni di uno dei suoi grandi maestri: Louis Jouvet; si ripercorrono le fasi della formazione del giovane Strehler; si eviscerano gli insegnamenti delle sue tre imprescindibili guide: Copeau, Jouvet e Brecht; infine si parla dell’eredità che Strehler ha lasciato come uomo, come regista e come pedagogo.
L’idea di fare una tesi sulla Scuola di Teatro concepita da Giorgio Strehler è stata una proposta del Prof. Lorenzo Mango – docente di Storia del Teatro moderno e contemporaneo all’Università “L’Orientale” di Napoli –, che incuriosito dalla mia esperienza diretta (sono stata allieva della Civica Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano dal 2007 al 2010), mi ha proposto di fare una ricerca sull’origine della Scuola che ho frequentato. Inizialmente ero titubante, ma in seguito ho accettato la proposta e l’esperienza è diventata per me catartica, perché attraverso la ricerca approfondita, l’analisi attenta degli scritti e della testimonianze che ho raccolto, ho ripercorso a ritroso la mia esperienza, ho confrontato i metodi d’insegnamento ricevuti con quelli passati, le tecniche precedenti con quelle che si tramandano ancora oggi, e ho in qualche modo fatto una ricerca anche su me stessa, sul mio essere attrice e artista nel teatro e fuori dal teatro.

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