Zinno Angela

Vincitrice ex-aequo alla XIV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos”per la tesi: “La Drammaturgia di Stefano Massini“.

Angela Zinno, nasce a Napoli il 3 agosto 1977. Regista teatrale, si laurea all’Orientale di Napoli in Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo e successivamente in Letterature Moderne e Spettacolo presso l’Università degli Studi di Genova.

La formazione teatrale inizia a Napoli (Ex Teatro de I Rinnovati) e prosegue a Genova e a Milano (Corsi annuali della Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”); dai primi anni 2000 parte la sua produzione di spettacoli teatrali come autrice, regista e attrice dapprima con la Compagnia Umiliati e Offesi che lavora presso il Teatro Sala Ichos di Napoli, successivamente in Liguria fondando la Compagnia Teatro StudioTre. Tra le svariate produzioni: Nudo Amore – Hit Parade-7 pezzi facili (regia di C. Gabola) – NudoAmore Reloaded – Radici – Art. 101.

Affianca come aiuto registi di livello nazionale come Laura Sicignano (Madame Bovary) e Alessandro Maggi (“Van Gogh – L’Odore Assordante del Bianco” testo di Stefano Massini con Alessandro Preziosi al NapoliTeatroFestival17 e “Il Don Chisciotte della Pigna Secca” adattamento di Maurizio de Giovanni, con Nando Paone).

Ha in produzione il montaggio e la direzione del documentario L’Olocausto dell’Esperienza girato all’Odin Teatret, e l’adattamento e la regia di Carnis Mutatio – liberamente ispirato e tratto da Metamorfosi di Ovidio e altri miti moderni (Collettivo StudioTre).

Attualmente è dottoranda di ricerca in Digital Humanities – Arti, Spettacolo e Tecnologie Multimediali presso l’Università degli Studi di Genova in convenzione con l’Università degli Studi di Torino ed è regista e acting coach nel laboratorio permanente de ilFalcone – Teatro Universitario di Genova fondato da Roberto Cuppone. Tra gli spettacoli andati in scena nelle precedenti stagioni ha diretto le mise en espace The Tempest (2018) e Like French Falconers (Hamlet, 2019) per i rispettivi temi dell’annuale Convegno Medievalia Shakespeariana.

Le note biografiche vengono riportate come inviate dall’autore.

L’obiettivo di questo lavoro è il tentativo di inquadrare Stefano Massini all’interno della parabola della drammaturgia contemporanea e di tracciare al contempo, attraverso un’analisi metodica dei suoi scritti ed uno sguardo “attivo” sui suoi adattamenti, riscritture e regie, una linea che identifichi e comprenda la sua poetica. Partendo dallo studio degli atti del convegno nazionale “La mia Poetica – Sulla drammaturgia contemporanea” tenutosi al Teatro India di Roma dal 4 al 6 aprile 2011, a cura di Franco Cordelli, Debora Pietrobono e Rodolfo Di Giammarco, si propone in apertura, la mappatura emersa dal progetto romano. Dalle riflessioni e dalle testimonianze dei drammaturghi che hanno partecipato al convegno, tra i quali Stefano Massini, oltre che Roberto Latini, Pippo Delbono, Saverio La Ruina e molti altri, emerge un chiaro quadro dinamico del processo di trasformazione che sta evidentemente subendo, da oltre un ventennio, la “scrittura drammaturgica”. All’alba del terzo millennio appare ormai chiaro che la drammaturgia, intesa come fenomeno a sé stante e co-costituente di un ulteriore “evento” che potremmo definire spettacolo, si sta progressivamente diversificando dando luogo a nuove istanze teorico-pratiche che sviluppano le proprie ricerche in ambiti diversi e che si dirigono verso il confine tra ciò che dall’inizio del Novecento viene definito come “scrittura scenica” e “scrittura drammaturgica”, ossia il distinguo, si potrebbe dire strutturale, che trova la sua genesi nella riflessione sollevata da E. G. Craig nel suo testo del 1905 The Art of the Theatre. Individuata la posizione assunta da Stefano Massini in questo orizzonte drammaturgico multiplo e diversificato in termini dialettici e di approccio all’ evento spettacolare, e tracciato un percorso biografico dell’autore atto ad individuare e evidenziare gli snodi e le principali tappe storiche che ha attraversato per dimostrarne lo stretto legame con la produzione drammaturgica, si intende fornire un’analisi del suo corpus testuale, che risulta essere evidentemente ampio ed eterogeneo. La ricerca evidenzia settantotto titoli collocati tra il 1997 e il 2017; oggetto di analisi sono diciannove testi originali, ossia non riduzioni di altri testi teatrali, ne adattamenti di romanzi, quindici dei quali pubblicati e quattro inediti, che mi sono stati concessi in visione da Stefano Massini e Zachar International Servizi Editoriali. L’analisi comparatistica segue tre tangenti: la prima evidenzia e chiarisce le dinamiche strutturali delle forme di scrittura scelte dall’autore, definendone le sostanziali differenze. La seconda individua i diversi filoni poetici e le tematiche di fondo che ricollegano i vari testi. La terza, partendo dall’analisi del linguaggio e delle strategie drammaturgiche, ne identifica e analizza le dinamiche stilistiche. Vengono dunque tracciate delle linee di congiunzione sia dal punto di vista della “poetica” in senso stretto, sia relativamente alle istanze linguistiche e strutturali che nel tempo sono diventate il tratto distintivo della drammaturgia di Massini tout court. A chiusura del lavoro si propongono due appendici. La prima vorrebbe essere uno strumento di consultazione dell’intera produzione teatrale dell’autore e comprende una ricostruzione delle schede degli spettacoli relative ai settantotto titoli citati messi in scena tra il 1997 e il 2017, corredate da rassegna stampa on-line e da un commento sinottico. La seconda è un’intervista ad Alessandro Maggi, regista de L’Odore assordante del bianco, di cui sono stata assistente per l’allestimento prodotto da Khora Teatro per Napoliteatrofestival 2017. Attraverso l’intervista si è tentato di far emergere il delicato confine tra testo e scena nel tentativo di concludere questo lavoro restituendo non soltanto un riscontro analitico sull’oggetto “scrittura”, ma tentando di fornire e di attribuirle la testimonianza di un senso funzione che necessariamente appartiene, se non a tutti gli scrittori, certamente agli scrittori di teatro quali agenti di un meccanismo più complesso, che prevede l’interazione di diversi percorsi creativi ed operazioni polifunzionali al fine di porre in atto il comune obiettivo di fare Teatro.

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