Segnalazione Speciale Tragos XVIII Edizione per la Sezione Drammaturgia – Autore Contemporaneo per il testo “Hypatia. La prima strega”
Vincitore, pari merito, della “Sezione Drammaturgia – Teatro di Narrazione” alla XVI edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “La casa del tempo“.
Vincitore della “Sezione Drammaturgia – Teatro di Narrazione” alla XIV edizione del medesimo concorso con il testo: “Una primavera che non venne mai”;
Vincitore, pari merito, della XIII edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “L’indagine”;
Drammaturgo, attore e regista. Inizia la sua attività teatrale nel 1982 e successivamente quella di narratore, romanziere e paroliere. Ha al suo attivo oltre settanta testi teatrali che spaziano dalla commedia, al dramma, alla farsa, al cabaret, al monologo al musical, al libretto d’opera ecc. Circa quaranta di questi testi sono stati messi in scena sia in Italia che all’estero e continuano ad essere rappresentate. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi nazionali ed europei. Oltre che drammaturgo, ha espresso la sua creatività in altre forme artistiche con tre romanzi, oltre trenta racconti, diversi testi per canzoni e musical, tre album musicali e alcune poesie.
N.B I cenni biografici sono pubblicati come inviati dall’autore all’epoca del ricevimento del Premio.
Roma, settembre 2007. Ambra, una paleografa, su incarico della direzione della biblioteca Apostolica Vaticana, sta setacciando gli archivi alla ricerca di qualche prova che documenti la storia dell’assassinio di Ipazia, astronoma e filosofa del 5° secolo dopo Cristo. Ambra si ritrova tra le mani una relazione scritta da Oreste, prefetto di Alessandria che, al tempo dei fatti, aveva richiesto una commissione per far luce sull’omicidio. Ambra studia il documento e la vicenda, con una serie di flashback, si sposta nel 5° secolo ad Alessandria d’Egitto. Edesio, il magistrato incaricato dell’inchiesta, attraverso le testimonianze dei protagonisti, ricostruisce la storia della morte della filosofa. Ma ciò che viene fuori, non è la cronaca di un omicidio, ma l’inizio di una delle più grandi rivoluzioni culturali della storia: la nascita del Cristianesimo e il violento scontro culturale, generazionale e fisico che avrà con il morente Paganesimo e con l’intera cultura ellenica. Il Cristianesimo, con la morte di Ipazia e la distruzione della biblioteca di Alessandria, cancella la possibilità di un’evoluzione, di un riscatto morale e culturale dell’uomo ma, soprattutto, della donna, che per molti secoli resterà relegata nell’ombra della storia. Oreste capisce di essere impotente e, di fronte al nuovo potere, anche lui dovrà piegare la testa. E anche Ambra, che vorrebbe far conoscere la verità, si trova costretta ad abbassare la testa di fronte al potere della Chiesa.
Si tratta di un viaggio nel tempo lungo ottant’anni: dal 1938 al 2021. Ogni quadro è ambientato in un anno di ogni decennio e in ogni quadro viene rappresentata e narrata una vicenda, un fatto di cronaca o una storia che ha caratterizzato quell’anno. Si va dalle leggi razziali alla resistenza di Roma, dai primi lanci spaziali alle lotte studentesche, dal delitto Moro alla scomparsa di Manuela Orlandi, dal suicidio di Gardini a storie di povertà, per finire ai giorni nostri in piena pandemia di Covid. I personaggi si alternano all’interno di una vecchia casa signorile, dove il trascorrere del tempo è dato dal declino progressivo dell’ambiente e dall’alternarsi di brani musicali più rappresentativi di ogni epoca. Il filo conduttore di tutta la vicenda è una voce fuori campo che si interfaccia con la maggior parte degli interpreti e che rappresenta lo spirito della vecchia casa.
Dramma in undici quadri e un prologo
È un racconto teatrale, alternato a scene recitate, ambientato subito dopo la cosiddetta “Primavera di Praga”, cioè quel periodo storico di liberalizzazione politica avvenuto in Cecoslovacchia durante il quale la nazione era sottoposta al controllo dell’Unione Sovietica. Essa iniziò il 5 gennaio 1968, quando il riformista slovacco Alexander Dubček salì al potere, e terminò il 20 agosto dello stesso anno, quando un corpo di spedizione militare dell’Unione Sovietica e degli alleati del Patto di Varsavia invase il paese. La vicenda si svolge a Praga tra il 6 e il 25 gennaio 1969 ed è la storia dell’autoimmolazione dello studente cèco Jan Palach che il 16 gennaio 1969, in segno di protesta contro l’invasione sovietica, si cosparse di benzina e si dette fuoco. La cronaca, ricostruita anche in base ai dossier della polizia segreta, cerca di sviscerare alcuni fatti poco noti della vicenda che, a tutt’oggi, non sono mai stati del tutto chiariti.
Dramma – dodici quadri
Gli anni della massima espansione dell’impero romano, Dario e Demetrio, due giovani medici, ritrovano per caso gli appunti di Luca di Antiochia raccolti e utilizzati, molti anni prima, per la stesura del suo Vangelo. Dopo una prima lettura, nasce una domanda: ma perché quelle note sono così diverse dal testo ufficiale? Inizia così un’indagine, un viaggio nei luoghi della storia, una sorta di “caccia al Messia”, la ricerca di una verità che sembra essere stata deliberatamente nascosta. Ma da chi e perché? Le domande si accavallano: perché le prove e le testimonianze raccolte dai due giovani non concordano affatto con i testi che circolano nelle comunità cristiane? Perché le cronache della vita di Gesù furono scritte tacendo di proposito certi avvenimenti? Chi manovrò la setta del Galileo? Chi uccise Giuda e perché? Chi “inventò” la resurrezione? Via via che Dario e Demetrio vanno avanti nella ricostruzione degli ultimi giorni del Cristo, la vicenda assume un aspetto incredibile ed inverosimile, completamente diverso dalle cronache ufficiali. I due si ritroveranno in un labirinto di fatti taciuti, in un assurdo intrico di interessi economici, politici e di potere da cui la verità finale, stupefacente, inconcepibile, e paradossale salterà fuori nelle ultime pagine come dal cappello di un supremo e onnipotente prestigiatore.
“Per la sapiente costruzione di una storia e di dialoghi ben condotti che si dipanano in modo da far tenere alto il livello di attenzione fino alla fine della vicenda teatralmente valida, per la caratterizzazione di personaggi dalla grande intensità emotiva, la Giuria ha decretato il testo: “L’indagine” vincitore, pari merito, per la “Sezione Drammaturgia” della X edizione del “Concorso Tragos”