Garello Luca

 

Vincitore della XV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: Quando gli uomini erano uomini.

Ha ottenuto la “Segnalazione Speciale Tragos 2019” alla XIV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” per il testo: “Il paradiso al contrario”.

FORMAZIONE

2007 – Master class in alta formazione teatrale con Michel Marc Bouchard. A cura di Maurizio Panici Teatro Argot Studio, Roma (RM)
2006 – Laboratorio “Dal palcoscenico alla macchina da presa” tenuto da Paolo Triestino Tam Tam Teatro, Riace (RC)
2005 – Seminario “L’Amleto di Shakespeare” a cura di Giuseppe Argirò Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
2005 – Seminario “Le regole del gioco teatrale” a cura di Giuseppe Argirò Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
2004 – Diploma d’attore Scuola Biennale di teatro L’attore, Roma (RM) Titolo valido a livello europeo
2003 – Idoneità al passaggio al secondo anno Accademia d’Arte Drammatica “P. Scharoff”, Roma (RM)
2003 – Laurea in Giurisprudenza Università degli Studi di Genova (GE)
1996-2001 – Laboratorio teatrale “Gruppo teatro studio” diretto da Giuseppe Porcu Teatro Dianese, Diano Marina (IM)
1994 – Diploma di maturità classica. Liceo Classico “E. de Amicis”, Imperia (IM)

ATTORE: PRINCIPALI ESPERIENZE LAVORATIVE

2011 – Roma, Teatro Fonderia delle Arti: Spara Frank – La vera storia di Franklin Ray Tucker Di Luca Garello. Con Francesco de Francesco. Regia di Luca Garello.
2009 – Magna Graecia Festival e Plautus Festival di Sarsina: Le fenicie – Guerre di famiglia Di Euripide. Con Giuseppe Pambieri e Micol Pambieri. Regia di Giuseppe Argirò.
2008 – 2010 – Roma, Teatro Argot Studio: Quattro operette amorali Di AA.VV. Regia di Maurizio Panici.
2007 – Roma, Teatro Tor Bella Monaca: Il canto della Rosa Bianca Di Maurizio Donadoni. Con The Kompany di Michele Placido. Regia di Maurizio Donadoni.
2006 – Tindari, Festival dei Due Mari: Agamennone Di Seneca. Con Luciano Virgilio e Edoardo Siravo. Regia di Giuseppe Argirò.
2005 – Roma, Teatro Agorà: La patente e L’uomo dal fiore in bocca Di Luigi Pirandello. Con Teo Bellia. Regia di Mario Grotta.
2004 – Roma, Teatro dell’Orologio: Le baccanti Di Euripide. Regia di Giuseppe Argirò.
2004 – Roma, Teatro Anfitrione: L’isola che non c’è Spettacolo di improvvisazione. Regia di: Rocco Militano.
2007 (Assistente alla regia) – Biennale di Venezia, Teatro Goldoni: La pupilla. Di Carlo Goldoni. Con Pamela Villoresi, Elisabetta Valgoi e Roberto Bisacco. Regia di Giuseppe Argirò.

AUTORE: PRINCIPALI RICONOSCIMENTI

2019 – Segnalazione Speciale al Premio Tragos, Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia. Per il testo “Il paradiso al contrario – Una favola contemporanea”.
2011 – Premio della Critica al Premio Nazionale di Nuova Drammaturgia Borrello Per il testo “Spara Frank – La vera storia di Franklin Ray Tucker”.
2011 – Patrocinio di Amnesty International Per il testo “Spara Frank – La vera storia di Franklin Ray Tucker”.

REGIA: PRINCIPALI ESPERIENZE LAVORATIVE

2011 – Roma, Teatro Fonderia delle Arti: Spara Frank – La vera storia di Franklin Ray Tucker. Di Luca Garello. Con Francesco de Francesco. Regia di Luca Garello.
2007 (Assistente alla regia) – Biennale di Venezia, Teatro Goldoni: La pupilla. Di Carlo Goldoni. Con Pamela Villoresi, Elisabetta Valgoi e Roberto Bisacco. Regia di Giuseppe Argirò

TECNICO LUCI E FONICA: PRINCIPALI ESPERIENZE LAVORATIVE

2008 – Roma, Teatro Argot Studio: Niente più niente al mondo Di Massimo Carlotto. Adattamento teatrale di Nicola Pistoia. Con Crescenza Guarnieri. Regia di Nicola Pistoia.
2007 – Roma, Teatro Quarticciolo: Tango Di Francesca Zanni. Con Crescenza Guarnieri e Rolando Ravello. Musiche di
Daniele Silvestri. Regia di Francesca Zanni.
2006 – Roma, Teatro Argot Studio: Mi lascio Di Giovanna Mori, Rosa Mascipinto e Jean Claude Carriere. Con Giovanna
Mori. Regia di Maurizio Panici.

 

Le note biografiche vengono riportate come inviate dall’autore.

Raccontare l’Olocausto senza raccontare l’Olocausto. È questo il filo invisibile che lega i personaggi e gli eventi di questa pièce. C’è chi l’Olocausto non lo vuole raccontare e chi, invece, non può perché ha perduto la memoria. E l’unica scena che rappresenta la Shoah, quella di un rastrellamento, viene agita rigorosamente in buio. L’Olocausto è dentro le persone e si manifesta del drammatico divario tra ciò che erano e ciò che sono. Per questo, nel testo, gli stessi personaggi vengono indicati con nomi diversi prima e dopo quegli eventi. Flavia è la proprietaria di un’agenzia di investigazioni. Nel 1996 un’anziana donna di nome Giulia Graf la assume per indagare su Pietro Montali, un militare disperso nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Alcuni anni dopo Flavia racconterà a un giornalista la storia di quella ricerca: un’indagine che, seguendo il filo dei documenti ufficiali, delle testimonianze e della corrispondenza di Montali, porterà Flavia a far luce su un passato oscuro e tragico. Contemporaneamente, in flashback, il racconto della giovinezza di Giulia Pietro: lei è figlia di quella borghesia ebrea che a Torino, più che in ogni altra città d’Italia, aveva sposato la causa del Fascismo; lui, il figlio di un funzionario del Partito Fascista. La loro è la storia un amore soffocato dall’avvento delle Leggi Razziali e dalle aspirazioni di Pietro.

All’interno di un ufficio il presidente di una grande compagnia di costruzioni si confronta con un giovane ingegnere su una delicata questione relativa al progetto di un ponte. Dall’altra parte del mondo, in un piccolo villaggio rurale sulle sponde del fiume Omo in Etiopia, una madre combatte contro il Governo etiope per impedire l’esproprio della terra su cui vive con il figlio e il marito. Una struttura a mosaico rivelerà il filo invisibile che tiene collegati questi due mondi, dipingendo un Occidente ormai così chiuso in sé stesso da non conoscere neanche più quali siano le conseguenze delle proprie azioni. L’incedere della storia costringerà Kirubel, il figlio della donna, a scappare dal proprio paese. Una vecchia barca parlante cercherà di aiutarlo ad attraversare il mare verso l’Europa.

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