Premio Speciale della Giuria Tragos XVIII Edizione, per la Sezione Drammaturgia -Teatro Donna per il testo: “Doppio inganno”.
Segnalazione Speciale della Giuria 2023 per il testo: “Inguaribile ottimista”.
Ha vinto la “Sezione Drammaturgia – Rielaborazioni” alla XV edizione del “Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos” con il testo: “GENGIS KHAN NASCOSTA IN PIENA VISTA”.
PATRIZIA MONACO, genovese, scrive e traduce per il teatro e per la radio, con incursioni in campo cinematografico. Dopo il ritorno da Dublino, dove ha insegnato presso l’University College, tiene corsi di drammaturgia presso scuole, biblioteche e istituti di cultura italiani all’estero. Ha vinto numerosi premi teatrali (Riccione, Idi, Vallecorsi, Fersen, Anticoli Corrado, Donne e Teatro, Targa Poggiani-Siad, Tragos e altri) e i suoi testi sono stati rappresentati, o radiotrasmessi, in Italia e all’estero.
E’ socia della Siad e fra i fondatori del Cendic, Centro della drammaturgia italiana, per cui coordina gli autori liguri.
Nel dicembre 2007 all’Università degli Studi di Genova è stata discussa una tesi di laurea su “Il teatro di Patrizia Monaco” relatore il prof Roberto Trovato.
Fra le più prestigiose pubblicazioni: Donne in lotta, tre testi, Aracne Editore, Roma, 2016, con prefazione prof Roberto Trovato e postfazione prof .ssa Milagro Martin-Clavijo.
Parole inquiete, L’opera drammaturgica di Patrizia Monaco, a cura di Milagro Martin Clavijo, Benilde Ediciones, Sevilla, 2017.
N.B. il curriculum viene pubblicato come inviato dall’autore/autrice all’epoca del ricevimento del premio.
La pièce si svolge ai giorni nostri, nell’arco di una serata, a Genova, in una bella casa dei quartieri “bene”.
Due coppie si ritrovano a cena. Se nella prima, la coppia che ospita, l’uomo non è colui che appare, nella seconda, gli ospiti, nessuno dei due è chi dice di essere.
Dietro il luccichio della vita comoda di chi fa import export – apparentemente di merci varie – professione molto diffusa a Genova, grazie al porto container, si nasconde la terribile verità di chi fa tratta di merci umane, vale a dire donne dall’Europa dell’est.
Jelena, la giovane rumena, intende vendicarsi del suo aguzzino, l’irreprensibile padrone di casa, con l’aiuto di un agente di polizia che alla cena si spaccia per suo fidanzato. Lei è invitata come frequentatrice della stessa palestra della padrona di casa. In quella palestra, infatti, Jelena aveva riconosciuto nella foto del marito di Giulia, colui che l’ha schiavizzata. Diventa pertanto amica di Giulia, nonostante la differenza di età, per potersi avvicinare a Riccardo e farlo confessare o comunque avere prove dei suoi traffici. Nel corso della cena tutto sembra procedere secondo i piani di Jelena, ma si sa che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo…
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Il monologo Inguaribile ottimista ha cominciato a germogliare nella mia testa da quando vidi anni fa il disegno di Bansky nella West Bank: la Colomba della Pace col giubbotto antiproiettile. Un paradosso dalla portata deflagrante.
Quindi perché non immaginare che la Colomba della Pace in un attimo di riposo, in Grecia, dove va a rifornirsi di ramoscelli d’ulivo, non rifletta sul suo lavoro e si sfoghi?
Le sue testimonianze sulle guerre passate e presenti sono permeate dal suo inguaribile ottimismo. E’ la Colomba della Pace dopotutto.
Scritto poco prima della guerra Russo Ucraina del 2022, volutamente non ho ritenuto opportuno aggiornare.
Note:
Le lettere e i diari dei soldati al fronte sono ricavati, oltre che da ritagli di vari giornali, da due libri: An Intimate History of Killing, Joanna Bourke e Un terribile amore per la guerra, James Hillman.
Libera trasposizione dal libro “La figlia diversa” di Maria Toorpakai con Katherine Holstein. Ambientazione contemporanea fra Pakistan e Canada
Trama: Il breve dramma – a lieto fine – si ispira alla storia vera della campionessa pakistana di squash, Maria Toorpakai Wazir, che fino all’adolescenza si è travestita da ragazzo per poter praticare gli sport ma soprattutto per vivere una vita piena. Una volta rivelata la sua identità è stata condannata a morte dai talebani. Aiutata a fuggire dalla sua eccezionale famiglia, tuttora in Pakistan, Maria Wazir vive attualmente in Canada. Oltre a occupare un’alta posizione nella classifica mondiale dello squash, ha fondato un’organizzazione per sostenere i diritti delle donne oppresse.